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INTRODUZIONE.
     

Nel periodo che va dalla met del Settecento agli inizi dell'Ottocento
si  verific  la transizione dall'antico regime all'et contemporanea.
Un  primo  segnale di mutamento fu la diffusione di una nuova cultura,
l'Illuminismo,  che  poneva l'uomo al centro della  sua  attenzione  e
stimolava  la societ e le istituzioni ad operare per la sua felicit.
Il   raggiungimento   di  tale  obiettivo  non   si   conciliava   con
l'assolutismo      monarchico-nobiliare,     caratterizzato      dalla
concentrazione  del potere nelle mani del sovrano e dalla  persistenza
di  una  gerarchia  sociale  di tipo ancora  feudale.  Vennero  allora
teorizzate nuove forme di stato, fondate sul rispetto dei fondamentali
diritti   politici   e   civili,   sulla   separazione   dei   poteri,
sull'eguaglianza e sulla sovranit popolare.
     
     La  diffusione  delle  idee illuministiche spinse  molti  sovrani
europei  ad attuare riforme, che, bench finalizzate al consolidamento
del potere monarchico, produssero comunque un certo rinnovamento nelle
strutture  politiche,  amministrative e  finanziarie,  dando  vita  al
cosiddetto dispotismo illuminato.
     
     La  formulazione  delle  teorie politiche fu  accompagnata  dalla
nascita  delle  prime  dottrine  economiche,  la  fisiocrazia   e   il
liberismo, che, pur seguendo strade diverse, avevano come obiettivo lo
sviluppo    dell'economia   e   il   benessere   della   collettivit.
Contemporaneamente progredirono le scienze, anch'esse  indirizzate  ad
una  pi  approfondita  conoscenza  dei  problemi  dell'uomo  e  della
societ.
     
     Nel  frattempo  un  generale miglioramento  delle  condizioni  di
vita, favorito dalla crescita produttiva, dai progressi della medicina
e  dell'igiene  e  da  una minore incidenza delle  guerre,  ebbe  come
effetto  una  crescita demografica, che questa volta, diversamente  da
quanto   avvenuto   nei  secoli  precedenti,  non   venne   vanificata
dall'elevato tasso di mortalit.
     
     Tale  irreversibile trasformazione dell'andamento demografico  fu
uno  dei fattori che determinarono profondi mutamenti economici  nelle
aree   pi   avanzate,  a  partire  dall'Inghilterra.  Per  prima   fu
interessata l'agricoltura, nella quale vennero introdotti nuovi metodi
di  coltivazione e di gestione, che consentirono sia un incremento  di
produzione  tale  da  far fronte al fabbisogno  della  popolazione  in
costante aumento, sia una rilevante accumulazione di capitali.
     
     La  trasformazione capitalistica dell'agricoltura e  la  crescita
demografica, unite all'espansione del commercio interno ed esterno, al
miglioramento   delle   comunicazioni,  alla  stabilit   politica   e
all'ordine   sociale,   originarono  un  aumento   della   domanda   e
dell'offerta ed una larga disponibilit di materie prime, di fonti  di
energia,  di  manodopera  e di capitale, che ebbero  come  effetto  un
rapido   e   intenso   sviluppo  dell'attivit   manifatturiera.   Per
incrementare  la  produzione vennero inventate macchine  in  grado  di
eseguire il lavoro dell'uomo, sfruttate nuove forme di energia come il
vapore  e  migliorate le tecniche per estrarre e lavorare  le  materie
prime.  Tutto ci segn la fine del lavoro domestico o a  domicilio  e
l'avvento della fabbrica; i modi di produzione mutarono radicalmente e
con essi cambiarono anche il rapporto dell'uomo con la natura e con il
lavoro  stesso e l'intera struttura sociale, cosicch non a  torto  si
parler  di  "rivoluzione industriale". La formazione  di  due  classi
sociali distinte
     
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     e  contrapposte far insorgere nuove conflittualit,  foriere  di
rilevanti  trasformazioni  politiche:  la  borghesia  imprenditoriale,
mirando  alla conquista del potere, entrer in contrasto con i  vecchi
ceti  dominanti, ma dovr allo stesso tempo affrontare il proletariato
industriale, in lotta per ottenere migliori condizioni di lavoro e  di
vita.
     
     La  transizione verso nuovi sistemi politici, frutto di  profondi
mutamenti  economici  e  sociali  e  di  uno  straordinario  dinamismo
culturale,  fu  scandita  e fortemente influenzata  da  alcuni  grandi
eventi,  che  rappresentano momenti cruciali nella  genesi  del  mondo
contemporaneo.  Il  primo di essi, la rivoluzione americana,  oltre  a
segnare  la  nascita  di  uno  stato destinato  a  svolgere  un  ruolo
dominante  a  livello  internazionale,  si  configur  come  la  prima
massiccia reazione contro lo sfruttamento coloniale e soprattutto come
la  prima  concreta  attuazione  delle teorie  politiche  fondate  sul
rispetto  dei  diritti politici e civili e sulla  sovranit  popolare,
rimaste fino ad allora solo affermazioni di principio.
     
     Eventi  ancora  pi  determinanti si verificarono  in  Europa,  a
partire  dalla  Francia.  Qui l'assolutismo  monarchico-nobiliare,  in
netto    contrasto   con   le   nuove   dinamiche    sociali,    venne
irrimediabilmente battuto. Il processo rivoluzionario che ne segn  la
fine   vide  l'alternarsi  di  convivenza  e  conflittualit  fra   le
aspirazioni  egemoniche  della  borghesia  in  ascesa  e   le   spinte
egualitarie del popolo parigino. Ne deriv un impetuoso susseguirsi di
trasformazioni  politico-istituzionali, che fecero  della  Francia  di
fine  Settecento  un  vero e proprio laboratorio politico,  stimolo  e
modello  per  la  liberalizzazione e la democratizzazione  dei  regimi
politici su tutto il continente.
     
     Un   complicato  intreccio  tra  situazione  economica,   vicende
militari   e   rapporti   politico-sociali  determin   il   passaggio
dall'esperienza rivoluzionaria all'avventura imperiale  di  Napoleone,
con  la quale parvero riaffermarsi le strutture monarchiche del potere
e  le  ambizioni egemoniche della Francia del Re Sole;  le  principali
conquiste  della  Rivoluzione  francese,  per,  non  potevano  essere
cancellate:  i concetti di nazione, costituzione, sovranit  popolare,
eguaglianza, diritti dell'uomo e del cittadino erano ormai acquisiti a
livello  europeo  e ispireranno lotte e movimenti che porteranno  alla
formazione della societ contemporanea.
